
Jalò tu Vùa – Il Canto della Marina
Già la marina taceva nel profondo,
e il passo mio seguiva l’onda chiara
mentre lo Spirto mi guidava al mondo.
Salimmo là dove la roccia rara
s’innalza sopra il lido e sopra il vento come sentinella antica e cara.
La luna piena dava chiar lume argento, e sopra il capo alto del promontorio stava la statua in sacro raccoglimento.
Era la Madre del maritorio,
che i naviganti guarda da lontano
quando la notte veste il territorio.
Le mani tese sopra l’oceano
parean voler placare ogni tempesta
che sorge quando il ciel si fa lontano.
Allor lo Spirto, con voce mesta,
disse: “Qui veglia da secoli interi
colei che guida chi nel mar si resta.
Molti partiron verso ignoti imperi,
molti tornar con vele lacrimate,
ma ella veglia sopra i marinieri.”
E mentre disse tali verità narrate
la luce parve muoversi nel marmo
come se l’alma in esso fosse entrate.
Il volto sacro, puro come carmo,
volse lo sguardo verso la marina
che sotto il promontorio stava in faro.
Allor parlò con voce sì divina che il vento stesso tacque sopra il mare e tremò tutta Bova Marina.
“Figlio di questa terra e di questo mare, perché nel cuore porti tanta pena quando il ricordo ti vuole guidare?
Chi nasce dove il sole il mar serena
porta per sempre questa luce viva
anche se il tempo lo conduce altrove appena.
Questa è la riva dove l’alma arriva
quando il cammino del mondo è smarrito e la memoria dolcemente deriva.
Molti dei miei figli hanno partito
verso paesi lontani e senza nome,
ma il loro passo qui resta scolpito.
Ogni granello di sabbia e di spume
custodisce il riso dei fanciulli
che corsero su questo stesso lume.
E il vento porta ancora tra i cespugli le voci antiche del borgo marino come preghiere nate tra i dirupi.”
Così parlava il volto peregrino
mentre lo Spirto del mare taceva
come discepolo davanti al destino.
La luna sopra il mare risplendeva
e il silenzio pareva benedetto
come se il cielo stesso ascoltasse e vedeva.
Allor la Madre alzò lo sguardo schietto verso l’orizzonte dove nasce il sole e disse con amore benedetto:
“Ricorda sempre queste semplici parole: chi porta il mare dentro la sua vita non perde mai la strada del suo sole.”
Poi tacque, e la figura infinita
tornò marmo silente sopra il mare
come guardiana della terra amata.
E io restai col cuore a contemplare
quel lido dove nacque il mio destino: terra di sogno, libertà e di mare.
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✶ IL CANTO DELLA MARINA ✶
In Bova Marina
Anno Domini
MMXXVI