Il poema nasce da una terra precisa, affacciata sul mare Ionio:

Bova Marina.

Le immagini e le voci che attraversano i canti appartengono ai luoghi di questa costa, dove il mare, la roccia e il vento custodiscono memorie antiche.

Rocca del Capo

Un tratto di spiaggia dove la riva incontra il promontorio.
Qui il mare cambia colore con la luce del giorno e le onde raccontano storie antiche. Nelle estati della marina, questo luogo diventa spazio di libertà e di sogno.

La Madonna del Mare

Sul promontorio che guarda la costa si erge la statua della Madonna del Mare, che veglia sui naviganti e sulle barche che attraversano lo Ionio.
Nel poema essa appare come una presenza silenziosa, custode delle acque e delle memorie della marina.

La Roccia bianca

Una grande roccia chiara affacciata sul mare, conosciuta da generazioni con il nome di Roccia Bianca.
È uno dei punti più familiari della spiaggia: un segno naturale che orienta lo sguardo verso l’orizzonte e accompagna il cammino lungo la riva.

La littorina

Il piccolo treno della marina attraversa la costa lentamente, seguendo il confine tra terra e mare.
Il suo passaggio è parte della vita quotidiana del luogo e nel poema diventa simbolo del tempo che scorre tra memoria e presente.

Le Voci della Marina

Tra le strade del paese e lungo la spiaggia riecheggiano ancora voci antiche: parole di dialetto, richiami dei pescatori, il venditore di pesce che al mattino attraversa le vie gridando “costardelle”.
Sono suoni che appartengono alla vita della marina e che ritornano, come eco, tra i versi del canto.

✶ IL CANTO DELLA MARINA ✶

In Bova Marina
Anno Domini

MMXXVI