
Jalò tu Vùa – Il Canto della Marina
Già l’oriente schiariva il cielo scuro
e sopra il mare tremolava il giorno
come lume che nasce piano e puro.
Lo Spirto stava accanto al mio ritorno mentre la notte sciogliea le sue vele e l’alba apriva il suo dorato giorno.
Le onde parean più chiare e più fedeli e sopra il lido l’aria del mattino portava il salso odor tra le marine.
Allor lo Spirto disse con destino:
“Qui termina il cammino nella notte, ché il giorno chiama il mondo suo vicino.
Ricorda ciò che l’acqua ti condotte a contemplar tra stelle e antiche rive, ché poche sono le memorie rotte.
Chi ama questa terra sempre vive tra il vento e il mare che gli diede il nome anche se il tempo altrove lo conduce.”
Poi tacque e lento si disfè tra spume
come respiro che ritorna al mare
quando la luce nuova accende il lume.
Restai sul lido a lungo contemplare
la linea chiara dove il sol saliva
come promessa antica del mattinare.
E già la vita al borgo si destava
tra passi lievi e porte che s’aprìano
mentre la luce sopra i tetti andava.
Udii da lungi i ferri che battevano
della vecchia via lungo il litorale
dove i vagoni lenti già correvano.
Era la cara littorina uguale, che come un tempo il borgo attraversava col suo romor metallico e rituale.
Tra le case la voce ritornava d’un vecchio che la strada percorrea col pesce fresco che al mattin portava.
E forte ancora al cielo egli dicea:
“Costardelle!” e il borgo rispondea
con risa e voci della gente mia.
Allor compresi ciò che il mar volea:
che il sogno vero non vive lontano
ma dove il primo sole ci vedea.
Guardai la Roccia Bianca sul suo piano,
Rocca del Capo bagnato dal sole come libro aperto della mano.
E sopra il capo alto del promontorio la Madonna del Mare vigilava sopra il silenzio sacro del territorio.
Allor sentii che l’alma ritrovava
la via nascosta dentro la memoria
che il tempo invano mai cancellava.
Così tornai dalla notturna storia
al semplice respiro della vita che nel mio cuore scrive la sua gloria.
E mentre il sole sulla riva invita le onde a danzar nel mattin chiaro e puro compresi il dono della terra mia.
Ché questo lido, semplice e sicuro,
sarà per sempre dentro il mio pensare: sogno, libertà e casa dentro il mare.
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✶ IL CANTO DELLA MARINA ✶
In Bova Marina
Anno Domini
MMXXVI